La tradizione chiantigiana e la moderna visione dell’enologia sono un felice connubio che tende da una parte a salvaguardare il territorio e dall’altra a migliorarne la produttività valorizzando oltre alle tradizionali varietà autoctone anche quelle internazionali, così da ottenere vini con una personalità unica e ben delineata.

Questo è, infatti, l’obiettivo che si sono posti i proprietari, sensibilmente attenti a migliorare costantemente la qualità. Un miglioramento ottenuto grazie alla collaborazione pluriennale con Niccolò D’Afflitto, enologo di fama internazionale calato perfettamente nella realtà del Chianti Classico, del quale riesce pazientemente a valorizzare le peculiarità.

Procedendo sulla strada che porta al centro di Radda in Chianti, passando per i dolci  declivi collinari che il Chianti offre generosamente ai viaggiatori attenti ad armonie di vigneti ed ulivete, si arriva a Colle Bereto, un luogo magico che oltre trent’anni fa è riuscito ad affascinare la famiglia Pinzauti che lo ha scelto come posto ideale per cominciare la propria avventura vinicola.

Da quel momento questo incantevole Borgo – le cui origini risalgono all’XI secolo – è prosperato e cresciuto tornando a nuova  vita, proponendo pochi prodotti altamente selezionati dotati dei profumi e dell’autenticità del luogo.

Le ristrutturazioni che meticolosamente sono state fatte nel corso degli anni sono sempre state attente a conservarne l’identità architettonica esistente e ad armonizzarla con gli eleganti filari, gli ulivi, e la macchia boschiva che racchiude e protegge tutto il Borgo.

Gli eleganti vigneti del Borgo si aprono a “libro” sull’asse del fondo valle con orientamento a sud-ovest e godono di un’esposizione ed escursione altimetrica ideali, tra i 500 ed i 550 metri slm.

Il suolo, caratterizzato dal Galestro e dall’Alberese e da un importante substrato roccioso, è terreno ideale per la produzione di eccellenti Sangiovesi, così come di altre varietà fra le quali spiccano il Pinot Nero ed il Merlot, vitigni perfettamente a loro agio in questo terroir d’elezione.

I 60 ha di terreno della tenuta, di cui ben 15 dedicati alle viti, sono ripartiti sapientemente  al fine di ottenere un’eccellenza nella qualità del vino prodotto. Ecco quindi che il Sangiovese, “vitigno nobile” di questa zona, si ritrova nel Chianti Classico e nel Chianti Classico Riserva, mentre il Pinot Nero ed il Merlot si esprimono al meglio rispettivamente ne Il Cenno e Il Tocco.

Il Pinot Nero è anche protagonista della produzione dello spumante metodo classico Colle B che, grazie ad un’identità ben definita e assolutamente riconoscibile, è riuscito in breve tempo a ritagliarsi un posto d’onore fra gli appassionati di bollicine.

La cantina della Tenuta, immaginata come un “salotto del vino”, è ricavata all’interno delle antiche ed originarie strutture del Borgo ed organizzata secondo le più efficaci e moderne tecniche di vinificazione, con procedimenti di trasferimento “a caduta” che sfruttano il naturale declivio su cui si appoggiano gli antichi fabbricati del borgo. La tinaia contiene tini da 30 hl in rovere e tini climatizzati in acciaio con temperature di fermentazione controllate. L’area dedicata all’affinamento in legno comprende botti di rovere da 700 litri per il Chianti Classico Riserva e piccole botti da 225 litri, nuove ogni anno, per Il Cenno ed Il Tocco; per il  Chianti Classico vengono utilizzate botti piccole al secondo o terzo passaggio. Questo periodo in legno permette ai vini di Colle Bereto di maturare ed evolversi in modo elegante ed equilibrato. Nella parte più basa della cantina, per forza di gravità e per non alterare la qualità dei vini, ha luogo l’imbottigliamento.

L’Enoteca è stata ricavata nella parte più antica della casa, è il luogo dove vengono conservate alla giusta temperatura, lontano da luce e rumori le bottiglie di Colle Bereto delle annate particolari.